Cultura & Storia

La vera storia dello Shim Sham: dalle origini di Harlem alla social dance mondiale

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È mezzanotte passata in qualsiasi serata swing del mondo. All'improvviso, il DJ sfuma il brano in corso e attacca le celebri note di 'Tain't What You Do (It's the Way That You Do It)' di Jimmie Lunceford. In pochi secondi, la pista si riempie a cerchio e centinaia di ballerini iniziano a scandire il medesimo passo all'unisono: lo Shim Sham.

Ma come è nata questa sequenza leggendaria? Chi l'ha inventata e perché ancora oggi suscita tanta emozione collettiva?

1. Le origini: Leonard Reed, Willie Bryant e il Vaudeville (1927)

La storia comincia attorno al 1927. Due giovani ballerini afroamericani di tip tap e vaudeville, Leonard Reed e Willie Bryant, cercavano un finale semplice ma di grandissimo impatto per chiudere il loro numero comico e acrobatico.

Volevano una combinazione di passi facile da memorizzare per consentire a tutti i musicisti, cantanti e performer dello show di salire sul palco e ballare tutti insieme per i ringraziamenti finali. Nacque così una coreografia in 4 sezioni da 32 battute chiamata originariamente "Goofus".

"Volevamo qualcosa che chiunque potesse imparare in dieci minuti nei camerini, ma con abbastanza swing e ritmo da far alzare in piedi tutto il pubblico del teatro!" — Leonard Reed

2. Dal "Goofus" allo "Shim Sham Shimmy"

Negli anni '30, la routine venne portata ad Harlem e ribattezzata "Shim Sham Shimmy" (spesso accorciata in Shim Sham), grazie al locale Shim Sham Club dove veniva ballata ogni sera.

La struttura classica si basa su quattro movimenti fondamentali del solo jazz e tap dance:

  1. The Shim Sham Chorus: Il celebre passo di base che definisce il ritmo dondolante della sequenza.
  2. Cross Overs (The Push): Spostamenti laterali sincopati con slancio del peso del corpo.
  3. Tack Annie: Passo saltellato e scivolato all'indietro di origine tap dance.
  4. Half Breaks & Full Breaks: Il momento in cui il ballerino si 'congela' (Freeze) lasciando spazio al break della batteria.
L'eredità di Frankie Manning

Durante il revival dello Swing negli anni '80 e '90, fu il leggendario Frankie Manning (ambasciatore mondiale del Lindy Hop) a insegnare lo Shim Sham a migliaia di ballerini in tutti i continenti, aggiungendo la versione senza scarpe da tip tap (Soft Shoe), il celebre Boogie Back, i Shorty George e l'invito finale ad abbracciarsi e ballare in coppia!

3. Perché Shim Sham Italy porta questo nome

Quando nel dicembre 2024 è nata la nostra community, la scelta del nome è stata naturale e immediata: lo Shim Sham rappresenta esattamente la nostra visione. Non è una competizione, non richiede un partner fisso e non fa distinzione tra chi ha iniziato ieri e chi balla da vent'anni.

È il momento in cui ci si guarda negli occhi, si sorride, si sbaglia un tempo insieme e si ride della gioia pura di muoversi a tempo di jazz.

Tag: #ShimSham #StoriaDelJazz #FrankieManning #Harlem #SoloJazz

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